Un sistema immunitario forte

Coronavirus economia e/o morte

Aprile 11, 2020 By admin

Coronavirus ingrandimentoUna lezione attraverso gli occhi del virus

La situazione in cui ci ha catapultati il #virus in così breve tempo è letteralmente sorprendente, completamente nuova per noi che viviamo a questa latitudine.

In breve tempo siamo passati da notizie allarmanti e informazione imbonitrice a limitazioni per decreto via via più invasive, visto che le precedenti non avevano funzionato, fino al #Lockdown semi completo del paese Italia.

Devo ammettere che quando ho sentito le prime notizie di quello che questo virus nella lontana #Cina stava facendo, non mi sono allarmato così tanto.

Ho ritenuto esagerate le varie #Cassandre, foriere di sventura e avevo “inizialmente” sviluppato una certa antipatia per il virologo Burioni che era l’incarnazione della categoria (ma sulla sua pericolisità e trasmissibilità ha avuto ragione, sbagliava però il 9 febbraio quando disse che il virus non c’era in Italia e che l’isolamento dalla Cina ci avrebbe preservati).

Addirittura per la parte (la più consistente) del mio lavoro pubblicitario che si svolge nel territorio e nei locali pubblici non prevedevo cambiamenti o adattamenti di sorta, per quello che immaginavo come una bolla di sapone.

Purtroppo avevo torto e questo è storia! Anzi è ancora attualità.

Adesso sono in prima fila a dire #iorestoacasa o in abruzzese #stetevealacas

Dopo questo doveroso Mea culpa, vorrei parlare in particolare del virus e di qualcosa che possiamo imparare subito e tenere a mente per dopo, quando l’emergenza sarà finita.

No, non sono né virologo né infettivologo e non ci provo nemmeno; mi limiterò a parlare di quello che sappiamo con un certo margine di certezza, se ho dubbi li condividerò, se sbaglio qualcosa e qualcuno me lo farà notare ben venga…. tanto non sono né virologo né infettivologo!

Ho visto un video in cui a questo virus viene data una voce, personalità, uno scopo e un messaggio preciso all’umanità.

La realtà è che i virus non hanno personalità, né portano messaggi ispirati

(sebbene i concetti ascoltati siano giusti e condivisibili)

Un equilibrio che non c’è

I virus, #Covid-19 incluso, non nascono dal nulla, anzi sono su questa terra da prima di noi! Per numero e varietà sono in assoluto la “specie” più diffusa e di certo quelli a noi conosciuti sono una goccia rispetto ad al mare inesplorato dei virus non ancora censiti.

Pensare a questo può spaventare se li immaginiamo come dei pericoli sempre pronti a sterminare la razza umana, ma in realtà contatto e rischio sono rarissimi a livello statistico. È stato così fino a fine 2019 anche per il Covid-19….

E così abbiamo coesistito fino ad oggi col #Coronavirus e solo oggi è diventato il nostro nemico pubblico numero 1. Come è successo? Questa è la prima domanda che dovremo porci, ancor prima dell’identità del paziente Zero.

Se escludiamo una contaminazione volontaria o accidentale fuoriuscita da un laboratorio di armi biologiche (o erano vaccini boh…), rimane la possibilità sempre concreta, cioè quella che sia arrivata all’uomo dai #pipistrelli. (ma non mi sento di escludere del tutto la prima ipotesi)

PS Sono state trovate nei pipistrelli asiatici 3 genomi corrispondenti a varianti del #Covid-19 (la malattia esito dell’infezione) ai 3 ceppi circolanti in Cina nella regione dell’Hubei dove si trova #Wuhan.

I #chirotteri sono quasi sempre indiziati per via del loro grande numero in natura, perché vivono in grandi comunità e perché sono animali molto tolleranti ai virus e per questo serbatoi di molteplici virus.

Raffigurazione dei Filamenti di Rna all'interno di un Coronavirus

Il fatto è che i virus sono organismi semplici, praticamente frammenti di Dna (o Rna) e poco di più, cioè quello che serve per sopravvivere e replicarsi, ma la loro lunga esistenza è legata al fatto che sono (se dipendesse da loro) Stanziali!

(Anche se possono prevedere di farsi trasportare e nel frattempo sopravvivere nella forma di Virione, una sorta di corazza per sopravvivere all’esterno della cellula)

Che significa che sono stanziali? Letteralmente “Che dimora o è presente in modo permanente in un luogo.”

I virus difatti un po’ come i loro cugini maggiori, i batteri, vivono nel loro serbatoio naturale, nel loro habitat naturale e non possono vivere e infettare altrove.

E sebbene la loro funzione non sia chiara, come per il loro cugini maggiori devono imparare a convivere simbioticamente con l’organismo che li ospita o perlomeno prendere solo quanto è disponibile senza danneggiare irreversibilmente il proprio naturale serbatoio che ne assicura la sopravvivenza.

Difatti esistono virus esclusivamente per organismi vegetali che non possono infettare gli animali e viceversa, e virus per animali che non possono vivere e infettare gli esseri umani e viceversa.

Fino a prova contraria, finché qualche evento non permette loro di fare lo #Spillover, il salto di specie.

Qualche evento assolutamente inusuale… come quando l’uomo entra in foreste inesplorate, a contatto con specie e ambienti inviolati e si comporta come il padrone assoluto, ne sfrutta le risorse alterandone l’equilibrio.

Come quando tratta e ingabbia insieme specie animali selvaggi fuori del loro Habitat o li macella come si fa per gli animali domestici.

La verità è che non sono mai venuti prima i virus da noi… siamo noi che in qualche modo siamo andati da loro e li abbiamo portati nel nostro mondo civilizzato, inconsapevoli del vaso di #Pandora che avevamo appena scoperchiato.

Una lotta già segnata

Nel momento in cui un virus si trova fuori del suo serbatoio inizia la sua lotta per la #vita e replicazione.

Questa lotta purtroppo coincide spesso con una lotta uguale e contraria del nostro organismo per eradicarla o renderla inoffensiva.

A volte, purtroppo, diventa anche per noi una lotta mortale.

E badate bene, alla lunga il virus ne esce sempre sconfitto! Sempre!!!

Gli esiti, non quelli immediati, possono essere solo questi:

1)     Viene identificato, abbattuto e distrutto dal sistema immunitario dell’Ospite (nell’accezione di ospitante, in questo caso sempre il paziente infetto)

2)     Uccide il suo Ospite e anche così è destinato a scomparire

3)     Adatta il suo genoma in maniera da non essere distrutto dal sistema immunitario dell’Ospite diventando inoffensivo per sempre o per gran parte dell’anno o finché il sistema immunitario dell’Ospite non dia di nuovo segnali di debolezza

4)     La sua azione dannosa nell’organismo Ospite rende necessario il supporto della medicina e dell’ospedalizzazione per combattere l’alieno virus e aiutare il sistema immunitario dell’Ospite. Anche in questo caso può solo finire in uno dei 3 modi precedenti.

Locandina del ministero italiano della Salute pubblica

Se cura e assistenza vengono fatti con le giuste cautele il virus non riuscirà nel frattempo a diffondersi in altri organismi.

Sì però, anche se il destino a lungo termine dei virus è segnato, ciò non vuol dire che nella sua lotta per la sopravvivenza e replicazione nel frattempo non possa infettare e fare molti danni agli organismi che incontra.

 

Per questo le regole di #profilassi e in questo caso di #quarantena sono così importanti!

The martian - il virus è alieno

Il virus comunque è come un #alieno in un pianeta straniero con tutte le difficoltà che questo comporta. Purtroppo il coronavirus #Sars-Cov2 è stato catapultato nel nostro mondo in grandi numeri, è estremamente prolifico e si sta finora dimostrando molto adattabile.

Perché dunque alcuni virus che sono entrati nel nostro mondo (negli organismi umani) si sono rivelati così pericolosi?

La strategia riproduttiva per non perdere

Ricordiamo che i virus sono organismi semplici, praticamente frammenti di Dna (o Rna) e poco di più, cioè quello che serve per sopravvivere e replicarsi. Può vivere solo all’interno della cellula in forma parassitaria e con gradi di interferenza di diversa serietà. Può duplicarsi insieme alla cellula infettata e all’esterno di una cellula non può vivere se non nella forma inattiva di Virione che se un vettore non condurrà verso la prossima vittima da infettare è condannata al degrado e alla morte.

(nel caso del coronavirus il vettore può essere una semplice stretta di mano o le microscopiche goccioline di uno starnuto e altro ancora)

La sua forma di “riproduzione” o meglio replicazione è detta: Trasferimento genico orizzontale, visto che si riproduce da solo e per questo (prendetene nota) deve essere più fantasioso del comune, cioè di quello verticale che prende i geni dai genitori.

Difatti alcuni scienziati definiscono questo sistema una sorta di ingegneria genetica della natura.

Che significa detto in maniera spicciola? Abbiamo già detto che il virus è un organismo semplice e senza personalità o coscienza col solo istinto di sopravvivere e replicarsi, dunque per capire il suo operato si può fare l’esempio di un programma hacker per violare password.

Come un programma hacker che tenta un attacco brutale componendo decine di migliaia di password in breve tempo, così il virus, nei limiti del suo patrimonio genetico, cerca una “password” accettata per entrare nella cellula. Le combinazioni di virus con la “password” vincente si riproducono mentre le altre si estinguono.

Dopo tutto questo, la versione genetica più aggressiva, come detto, è destinata comunque a morire distrutta dal sistema immunitario dell’ospite, magari con l’aiuto della medicina, o morire con l’organismo attaccato. In versioni meno aggressive potrebbe sopravvivere perché non reca danni importanti al suo ospite. (forse al contrario dà conoscenze e abilità immunitarie)

Un esempio lampante di questo destino è il virus H1N1 ovvero della spagnola che non esiste più negli organismi umani ma è stato ricreato in laboratorio o del vaiolo eradicato con vaccinazione (oggi esiste solo in laboratori autorizzati dall’Oms cioè l’Istituto VECTOR in Russia e il CDC ovvero il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie negli Stati Uniti)

Ma perché questo lungo preambolo?

Siamo piccoli come virus

Perché noi esseri umani siamo per grandezza e influenza con le nostre attività, paragonabili a quei virus rispetto all’organismo che ci ospita e cioè la terra.

Se per noi la terra è il nostro serbatoio naturale, il nostro #habitat, dove vivere e riprodurci, l’impronta nostra e delle nostre attività non recherà danni permanenti alla terra, semmai poco o nessun danno, prendendo quello che serve per vivere, senza depauperare le risorse.

Se invece ci comportiamo come il virus che è fuori del suo serbatoio naturale, per cose banali e frivole attaccheremo la terra che ci ospita, come animati da un istinto di sopravvivenza ma in realtà per avidità e stupidità, condannando contemporaneamente noi piccoli virus umani alla morte come esito finale.

O perché la terra come un organismo dotato di sistema immunitario respinge il nostro attacco o perché il nostro attacco uccide la terra e quindi anche noi.

(Personalmente ho una visione e speranza diversa per il futuro, ma questi elementi da soli suggeriscono solo questi possibili esiti)

Tutto questo per dire che, come quel virus determinato a sopravvivere la lezione è solo che dobbiamo trovare un modo e una misura per coesistere simbioticamente col nostro pianeta e le innumerevoli forme di vita in esso presenti (virus compresi)

Vale in ecologia ma anche in #economia

Questa lezione però non vale solo per il nostro pianeta, quale organismo che ci ospita, perché possiamo applicare la stessa lezione all’economia e al paese che ci ospita (per noi Italia).

Perché possiamo essere come virus o batteri che vivono in simbiosi col paese di cui fanno parte o dannosi virus alieni o autoctoni ma che si comportano come alieni.

Possiamo esserlo con mezzi veramente “democratici” e “popolari” che non sono quelli del voto, ma quelli della spesa come #consumatori e quelli dell’offerta se siamo professionisti, aziende e produttori.

Dovremo scegliere italiano per aiutare l’Italia a ripartire perché in fondo così stiamo aiutando noi stessi. Dovremo favorire la clientela italiana anche se ci dicono che non si potrebbe, ma dobbiamo trovare formule convenienti per promuovere e spendere italiano… da noi, dal basso, dalla gente comune.

(Personalmente posso dire che questa concezione è scritta nel Dna del circuito avviato come Welovepescara.it ancora un po’ piccola rispetto al progetto ma con il core business dedicato alla crescita e promozione del territorio)

Quanto ai virus alieni per descrizione ricordano personaggi, aziende, organizzazioni, mercati, capi, leader e altri che impoveriscono l’organismo economia reale, l’organismo Italia. Possono essere stranieri con regole, richieste o offerte e quant’altro porti all’immunosoppressione del sistema economico, possono essere autoctoni che con corruzione, peculato, imbrogli e altri sistemi parassitari deprimono lo stesso le risorse interne.

*e visto il periodo aggiungerei tutti i profittatori che hanno lucrato sull’emergenza maggiorando i prezzi di mascherine, amuchina e cose indispensabili.

Ps come elefanti conserviamo la memoria di queste cose e boicottiamoli nei prossimi acquisti, tutti questi “virus” parassiti e non simbiotici.

La lettera trovata su Facebook dei commercianti locali

Tornando alla lezione ho trovato bello il testo di una lettera aperta trovata su Facebook, diceva così:

“Se vi fa impressione vedere il vostro paese deserto e con le saracinesche dei negozi abbassati, ricordatevene quando la quarantena sarà finita. Perché se non sarete voi ad aiutare i commercianti della vostra città quelle serrande non si alzeranno mai più e vivrete in una città spettrale per sempre! Sono i piccoli negozi che tengono viva la città, penso che ora più che mai ve ne stiate tutti rendendo conto.

Ricordatevi di ciò che stanno perdendo in questi giorni e dei sacrifici che faranno quando riapriranno. Non vi fate prendere dallo shopping inutile online perché in quarantena le cose futili non vi occorrono, piuttosto tenetevi quei soldi in tasca per spenderli quando uscirete di casa.

Pensate anche a chi lavora negli alimentari vicino a casa vostra che vi consegna la spesa a domicilio o che vi aspetta con tutte le dovute precauzioni al market, dal fruttivendolo, dal pescivendolo, macellaio e panettiere. Loro non sono immuni ma lavorano sodo per tutti. Ricordatevi di loro quando tutto sarà tornato alla normalità.

Fai che il tuo quartiere o il tuo paese sia sempre vivo❤️

A nome di tutti i commercianti, grazie.”

Un sistema immunitario forte

Un sistema immunitario serve anche all’economia

Siamo piccoli come virus nel nostro Ospite ma dobbiamo fare le scelte giuste, le uniche possibili, che offrono la sopravvivenza nostra coincidono sempre col benessere de l’“Organismo che ci Ospita” sia che parliamo della terra che se parliamo dell’economia della nazione in cui viviamo.

Un’altra cosa dovremo fare in qualità di commercianti, artigiani o professioni nell’economia italiana…

Avrete notato che ho parlato spesso del sistema immunitario dell’ospite quale barriera all’attacco dei virus.

In effetti non esiste sistema migliore a difesa del nostro organismo, ci difende da sempre e da ogni tipo di minaccia virale o batterica. È un sistema perfettamente modulabile, in grado di adattarsi al pericolo, sempre pronto a reagire, in grado di interpretare la minaccia e di misurare la necessaria risposta. È anche il sistema che meglio favorisce la ripresa e garantisce una certa immunità ad attacchi futuri della stessa famiglia di virus. Sto elencando dei fatti certi a livello statistico ma non sto affatto invocando l’immunità di #gregge… che sia chiaro!

Intendo dire che senza controindicazioni particolari, senza le sperimentazioni della farmaceutica e in genere senza danneggiare organi e tessuti non coinvolti il sistema immunitario è sempre una difesa di qualità superiore a quant’altro ci viene offerto dall’esterno, dalla medicina etc. E forse cure e medicine funzionano bene quando vanno a coadiuvare l’operato del sistema immunitario.

Il problema, specie della medicina occidentale, (sebbene ci sia un piccolo cambiamento di mentalità in atto) è che gran parte delle soluzioni mediche ai problemi di sanità sono orientati all’immunosoppressione, cioè ad un attacco di tutto l’ambiente virale e batterico, di tessuti e organi coinvolti, nel tentativo di distruggere la minaccia, con danni e conseguenze che non andranno via subito dopo la vittoria sanitaria.

Mi viene in mente quell’adagio che dice: “L’operazione è riuscita, il paziente è morto” o quella storia dell’attentato al teatro Dubrovka dove terroristi ceceni e gli ostaggi furono gassati nell’operazione di liberazione del teatro.

Il teatro fu liberato sì ma con 129 morti tra gli ostaggi.

La lezione è che dovremo scegliere, rafforzare e coadiuvare sempre il sistema immunitario che lotta sempre nei nostri interessi anziché soluzioni distruttive.

A livello aziendale può significare non dipendere troppo da banche, da offerte anche dello stato ma che prendono tanto adesso, in cambio di vantaggi futuri. Può significare lavorare e approvvigionarsi di più nel territorio, scegliere sistemi di lavoro che non pesino eccessivamente sulla spesa aziendale, sulla strategia o sull’impegno da profondere. Significa anche avere più di uno o due clienti grandi perché dipenderemo da loro quasi come dei dipendenti. Significa diversificare un po’ di più la nostra offerta per essere in grado di adattarsi ai cambiamenti.

Significa anche non dipendere o affidarsi esclusivamente ai monopolisti della pubblicità e dell’informazione…. cioè è evidente che dobbiamo lavorare e spendere parte della nostra pubblicità su Google e Facebook, è vero che dobbiamo familiarizzare con questi #media e i loro sistemi, ma non dobbiamo fare affidamento esclusivamente su di loro… perché non è intelligente stare solo su una piattaforma (Online e social) ma soprattutto perché se come pecore ci abbandoniamo a questi sistemi non guadagneremo più visibilità ma faremo solo lievitare il prezzo della loro offerta pubblicitaria.

(A tal proposito scriverò qualcosa di più esaustivo in futuro)

Significa in fondo che la salute della nostra azienda e suoi anticorpi sono legati alle nostre scelte e strategie aziendali. Dovremo imparare a ragionare come un sistema immunitario nell’interesse dell’Organismo azienda!

E col virus come la mettiamo?

Bene … detto questo cosa possiamo aspettarci da questo virus particolare SARSCoV2 cioè il coronavirus che causa il Covid-19?

Scena al Bar

Ovviamente non lo so e quindi sarà un discorso da bar (Magari fossimo davvero al Bar) ma qualcosa da tenere presente c’è:

L’influenza battuta nota come Spagnola che mieté un numero enorme di vittime ripresentandosi per ben 3 volte negli anni della prima guerra mondiale.

La prima volta era una malattia influenzale molto contagiosa (pure nuova per i sistemi immunitari del tempo) infettando tantissimi ma faceva fuori perlopiù persone anziane.

Così i governi di guerra del tempo tennero per sé quelle informazioni per non facilitare il nemico o scoraggiare le proprie truppe che intanto ammucchiavano al fronte e anche nelle infermerie da campo. Tanto fa fuori solo i “vecchi”.

Poi arrivò la seconda ondata, la più distruttiva che prediligeva i giovani e non più i vecchi e lì fece una strage di anime innocenti.

Da questo io ne traggo 3 lezioni (che non risolvono nessun problema, ma fanno luce sui potenziali scenari simili del nostro tempo)

1.      Non fidiamoci troppo nemmeno della comunicazione istituzionale, perché a volte ci dice quello che conviene loro farci credere. Praticamente ci vendono come fatti quello che si augurano sia l’esito di un problema, che in realtà nemmeno conoscono…. e basta vedere il cambio di comunicazione da prima del 9/10 Marzo a dopo. Nel dubbio conviene fare scelte ancora più prudenti.

2.      La vita vale sempre di più del lavoro, di un affare, di un incasso etc., se abbiamo la vita possiamo rialzarci da qualunque condizione, ma senza vita ogni idea o progetto muore con noi e da morti non possiamo aiutare nessuno di quelli a cui vogliamo bene.

3.      I virus possono facilmente approfittare delle condizioni della società dove vengono a trovarsi e specialmente un virus nuovo per la società, lotta per sopravvivere (a spese nostre spesso) e in determinate condizioni si propagano facilmente. Il Coronavirus del Covid-19 è pure un virus nuovo, più predisposto ai mutamenti e per ora di fatto molto infettivo, con incubazione e regresso lungo e per tutto questo tempo comunque conserva una carica virale infettiva. Oggi la società dai suoi vertici alla base popolare sembra sull’orlo di scoppiare, per i guai, le pulsioni e i bisogni disattesi, la confusione e l’ansia per i problemi economici specialmente. È una società molto divisa purtroppo e diffidente (e non a torto). Questo significa che se la società non riuscirà a fare l’interesse comune, se scoppiassero altri problemi sociali o si verificassero altre emergenze naturali, e contemporaneamente tornasse una versione più aggressiva del virus troverebbe un’autostrada libera. E potrebbe essere come con l’influenza spagnola!

Per concludere

Andrà tutto bene

Oggi prepariamoci a ripartire, noi, il nostro business e l’Italia che #andràtuttobene ma non dimentichiamo le crude lezioni della storia! Se #andràtuttobene sarà necessario imparare a vivere simbioticamente col nostro pianeta e con la nostra economia, dovremo rafforzare il “Sistema immunitario” non solo quello che difende la nostra vita, ma quelle strategie che rendono forte e indipendente la nostra economia e soprattutto la nostra azienda.

Fonte: https://www.linkedin.com/pulse/coronavirus-economia-eo-morte-andrea-brandimarte